Ode alla noia (e alla creatività)

Annoiati. È in quel momento che ti verrà una Signora idea creativa.

L’importanza di annoiarsi per avere delle buone idee

COS’È LA FOMO E CHE C’ENTRA CON LA CREATIVITÀ

Mai sentito parlare di FOMO? In inglese sta letteralmente per Fear Of Missing Out.

È una specie di paura o ansia sociale di sentirsi esclusi, di non essere capaci di stare al passo con le esperienze, con le cose da fare. Ammettilo, ce l’hai anche tu, ce l’abbiamo tutti perché ormai anche la comunicazione è sovraccarica di contenuti, di immagini, della percezione di dover fare, dire, esserci a tutti i costi. Da tutti noi comunicatori di professione: scusate, ma con quest’articolo proviamo a farci perdonare. Promesso.

Ma da dove esce questa FOMO? Be’, facile: dal ripudio della noia. Stare fermi ci spaventa, ci sembra di farci invecchiare più velocemente, ci fa sentire più lenti del mondo che avanza. Sei costantemente bombardato di reel di gente su Instagram che si diverte su spiagge esotiche, post Linkedin in cui qualcuno diventa improvvisamente il Ceo di qualcosa e dice di aver avuto un successo strabiliante. E poi ci sei tu, che sei lì ad annoiarti e ti senti un po’ uno schifo perché non stai facendo niente.

CON LA NOIA NON SI È MAI INVENTATO NIENTE. O FORSE NO.

Però aspetta, pensaci: alcune delle idee migliori del mondo sono nate proprio da lì, non dalla FOMO ma dalla noia.

Newton (sì, proprio lui, Isaac Newton) ebbe l’illuminazione mentre si trovava nel giardino di casa sua a far cosa? A far niente. Vide semplicemente una mela cadergli davanti e iniziò a pensare: ma perché la mela cade? Signore e Signori, ecco la forza di gravità!

Certo, come diceva un altro inventore (non tanto famoso), Thomas Edison, il genio è “per 1% ispirazione e per il 99% sudore”. Ma qui ci occupiamo proprio della prima, dell’ispirazione, tralasciando momentaneamente il resto.

Per avvalorare la tesi, pensate che Cartesio si inventò quel benedetto asse cartesiano (che ad alcuni di noi al liceo è valso tanti 2 in matematica) mentre era a letto, nella sua cameretta, a guardare una mosca. Così, per dire. Il tuo morale può risollevarsi.

L’IMPORTANZA DELLA NOIA PER ARRIVARE ALLE IDEE CREATIVE

D’accordo, hai ragione, finora abbiamo citato geni della scienza. Cosa c’entra la noia con la creatività d’agenzia? Aspetta, ci arriviamo.

Noi, per esempio, siamo creativi di professione, il che significa che non possiamo permetterci di avere delle idee random, non lavoriamo solo sulle poche idee che ci vengono. Nel nostro caso – e nel vostro, cari colleghi in lettura – l’output creativo deve essere messo in flussi di lavoro ben determinati, deve arrivare in date e momenti ben precisi. Questa tipologia di lavoro stanca il cervello, senza alcun dubbio, ma attenzione: ci vengono in aiuto le neuroscienze.

NOIA, NEUROSCIENZE E CREATIVITÀ

Secondo Sandi Mann (Università britannica del Lancashire) la noia non è altro che ricerca di stimolazione neurale insoddisfatta. Aspetti, aspetti, Dott.ssa Mann…che?

Diciamolo meglio: all’essere umano annoiarsi non piace, gli viene l’ansia, e questo per sua stessa natura. Quando ci annoiamo, il cervello diventa irrequieto, si guarda attorno alla ricerca spasmodica di stimoli (proprio quelli che di solito fanno venire le buone idee). E allora che succede? Succede che la noia, secondo la definizione di Sandi Mann, non è stare sul letto della cameretta a guardare il soffitto (sorry, Cartesio) ma “svolgere un’attività iterativa e a basso consumo di risorse psichiche”.

In pratica, per farti venire un’idea creativa spesso non è necessario stare lì davanti al computer a far ricerche per ore e ore, questa è la strada per non arrivare proprio a niente. Se hai bisogno di farti venire un’idea creativa, fai così: fai ricerche per un po’ di tempo, accumula dati, insight, sensazioni; poi staccati e vai a fare altro, vai a fare qualcosa che non comporti lo stimolo al cervello e lo lasci riposare.

In pratica: annoiati. È in quel momento che ti verrà una Signora idea creativa.

FACCIAMO UN SONDAGGIO SUI NOSTRI CREATIVI

Per avvalorare la tesi della Dott. Mann (da cui poi ci aspettiamo assolutamente dei ringraziamenti) abbiamo provato a testare la funzionalità della noia. Abbiamo chiesto ai nostri creativi d’agenzia cosa fanno, di solito, per farsi venire un’idea originale. Ecco che ci hanno detto.

Alessio: “spazzolare il gatto”. Vorremmo allegarvi una foto di Luìs ma potreste commuovervi: è un bellissimo persiano rossiccio a pelo lungo. Potremmo scrivere un intero articolo solo su di lui.

Chiara: “quando faccio lavori a maglia”. Della serie old but gold.

Nicoletta: “di solito mi vengono idee creative quando dormo”. Be’, diciamo che questa è proprio l’attività per eccellenza: ti sembra di non lavorare e invece il tuo cervello…

Giuseppe: “suono la tastiera”. Vi diciamo solo che quando gliel’abbiamo chiesto ci ha risposto “ Come Dylan Dog che suonava il clarinetto”. La raffinatezza.

Silvia: “io lavo i piatti”. Della serie casalinghǝ disperatǝ e dove trovarlǝ. Però immaginate che casa pulita, con tutta questa creatività.

Davide: “quando porto a passeggio il cane”. A quanto pare animale domestico = creativo.

Eleonora: “acquagym tutta la vita”. Mens sana in corpore sano, qui voliamo altissimo, ragazzi.

Fabrizio: “di solito mentre sono sotto la doccia”. La pulizia al primo posto.

Rida: “uscire a far due passi conta?”. Eccome se conta: con la creatività si corrono le maratone.

ALLA FINE: MEGLIO LA FOMO O LA NOIA?

L’essere umano non è una macchina, l’abbiamo visto anche nel nostro articolo su Chat GPT. Il cervello ha bisogno di sessioni alternate di lavoro e riposo, lavoro e riposo, lavoro e riposo.

È giusto, quindi, cogliere l’attimo e fare tutto il possibile per vivere la vita appieno, ma ragazzi: prendiamocela con più leggerezza. Così la vita è migliore, e più creativa.

Senza andare troppo lontano, fra le carte di Sandi Mann in UK, se volete vedere quanto questi piccoli trucchetti di noia e creatività continuano a funzionare per noi, fate un salto sui nostri Progetti. Vedrete che lavare i piatti, spazzolare il gatto e fare acquagym alla fine funziona, eccome.

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